Corradini Matteo (Lapis edizioni): Eravamo il suono

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Titolo: Eravamo il suono

Autore: Corradini Matteo

Casa editrice: Lapis edizioni

Pagine: 224

Anno pubblicazione: 2024

Prezzo: € 12,90

Età: dagli 6 anni


Trama

Sotto la guida di un’enigmatica insegnante, un gruppo di ragazze sta preparando uno spettacolo-concerto per ricordare l’orchestra femminile di Auschwitz. L’insegnante ha chiesto a due di loro raccogliere conchiglie sulla spiaggia «per prepararsi al meglio». Arrivato il giorno della prima prova, l’insegnante consegna una conchiglia ad Anita, la ragazza protagonista della storia. Quando Anita appoggia l’orecchio alla conchiglia, ecco che accade l’inatteso: passato e presente si toccano, e le donne dell’orchestra di allora si raccontano alle ragazze di oggi in prima persona.

Analisi

Ci sono libri che scelgono di raccontare la Storia non attraverso i grandi eventi, ma attraverso le voci. Voci fragili, intime, umane. Questo romanzo fa proprio questo: avvicina i lettori all’esperienza dell’orchestra femminile di Auschwitz trasformando la memoria in ascolto. Tutto comincia nel presente, durante la preparazione di uno spettacolo-concerto dedicato alle musiciste deportate nel lager. Un gruppo di ragazze prova a dare forma a quella memoria sotto la guida di un’insegnante misteriosa, quasi sospesa tra realtà e simbolo.

Il gesto apparentemente semplice di raccogliere conchiglie sulla spiaggia diventa il primo passaggio verso qualcosa di più profondo. Quando Anita avvicina una conchiglia all’orecchio, il tempo si incrina: il passato non è più distante, ma torna a parlare direttamente. Ed è qui che il romanzo trova la sua voce più potente.

Le orchestrali non vengono raccontate “da fuori”, come figure storiche immobili, ma parlano in prima persona. Otto donne emergono dal silenzio e condividono paure, desideri, talento, fragilità e resistenza quotidiana. La musica, in questo contesto, assume un significato ambiguo e doloroso: strumento imposto dal lager, ma anche ultimo spazio possibile di identità e sopravvivenza. Le protagoniste non diventano eroine perfette, e proprio per questo risultano ancora più vere. Sono giovani donne che continuano a sentire paura, nostalgia, rabbia, speranza.

Matteo Corradini costruisce così un racconto che evita la retorica e sceglie invece l’umanità. La tragedia storica resta sempre presente, ma il focus è sulle persone: sulle relazioni, sui piccoli gesti, sulla capacità di restare sé stesse anche dentro un sistema costruito per annientare ogni individualità. Molto forte è anche il dialogo tra passato e presente. Le ragazze di oggi non “studiano” soltanto la memoria: la attraversano, la ascoltano, si lasciano cambiare da essa. Il libro suggerisce che ricordare non significhi soltanto conoscere ciò che è accaduto, ma accettare che quelle voci continuino a interrogarci.

La scelta della conchiglia come ponte simbolico è particolarmente efficace: un oggetto che conserva suoni lontani, come la memoria conserva vite che rischiano di essere dimenticate. Un romanzo intenso e delicato, che restituisce volto e voce alle donne dell’orchestra femminile di Auschwitz e ricorda quanto la memoria abbia bisogno non solo di essere tramandata, ma anche ascoltata davvero.

sul sito ufficiale: www.edizionilapis.it/libro/9788878749658-eravamo-il-suono